Francesca Sassu

01-08-2017
FORMAZIONE ARTISTICA ONLINE 2 – racconti e confronti

Qualche settimana fa, ho riportato in questo post l’esperienza che ho fatto nel corso di formazione online della piattaforma Coursera e avevo promesso di parlarvi anche del corso che ho fatto al NODE Center for Curatorial Studies. E così...eccomi qua!

Il Node è un centro di ricerca e formazione con sede a Berlino, che promuove un’ampia scelta di corsi online in materie artistiche per numeri limitati di allievi a costi decisamente abbordabili.
Questa primavera mi sono iscritta a uno intitolato “Social engaged projects” (progetti artistici partecipativi), condotto dall’artista Stine Marie Jacobsen, che aveva come obiettivo quello di fornire agli operatori (artisti, curatori e manager) maggiori strumenti e consapevolezze per interagire con gruppi e comunità di persone non appartenenti al mondo dell’arte, e fuori da musei, gallerie teatri e spazi espositivi. Questa è sempre stata la pratica che mi sta a cuore pertanto avevo voglia di aggiornarmi e approfondire le mie conoscenze in merito e mi sono iscritta pagando una quota di 148 euro.

Ogni lunedì alle 19, iniziava la lezione di tre ore e, attraverso un’ applicazione per conferenze online (Fuze https://www.fuze.com/), potevo vedere in diretta le facce di tutti i 30 partecipanti al corso da ogni parte del mondo, il docente, le immagini e le slides della lezione. Inoltre, attivando il microfono, mi sono presentata agli altri, ho ascoltato e posto le mie domande al docente e ho risposto ai suoi quesiti.
Ogni settimana venivano caricati sulla piattaforma materiali di studio (articoli, estratti di saggi, slides del docente, immagini e link utili) e ci venivano assegnati dei compiti a casa che, una volta eseguiti, potevamo caricare sulla piattaforma e sottoporre alla correzione del docente.
Seppure si sia trattato di un corso breve (4 settimane), è stata un’esperienza soddisfacente e credo di rifarne degli altri a brevissimo.

Tra gli aspetti per me più interessanti, oltre all’approfondimento teorico di alcune delle più influenti pratiche artistiche partecipative dagli anni sessanta a oggi, ci sono state le esercitazioni pratiche.
La prima era una prova scritta e riguardava il modo di comunicare ai non addetti ai lavori un’azione artistica. Dovevamo immaginare di essere a New York nel 1981, immedesimarci in uno dei componenti del collettivo artistico statunitense Group Material durante lo svolgimento del progetto “Group Material Gallery” e rispondere alla domanda di un abitante del quartiere “Why are you here?” (perché siete qui?). L’obiettivo dell’esercitazione era quello di cercare le parole e l’approccio più adatti a evitare il più possibile delle barriere comunicative tra addetti ai lavori e persone non avvezze alle pratiche artistiche.
Un’altra esercitazione aveva sempre a che fare con il linguaggio e la comunicazione: si trattava della scrittura di un testo curatoriale in due versioni: nella prima dovevamo utilizzare la terminologia specifica per addetti ai lavori, nella seconda dovevamo scrivere lo stesso testo, utilizzando un linguaggio comune e accessibile a tutti. E’ stato bello vedere che il testo scritto in linguaggio non tecnico non solo risultava più accessibile e chiaro, ma non perdeva neanche in efficacia, anzi, acquistava maggiore appeal e conteneva maggiori informazioni che nel testo per addetti ai lavori erano state date per scontate. Penso sia un esercizio importante per ogni curatore, nel momento in cui sta rifinendo il suo testo.
Un altro dei compiti a casa che ci hanno assegnato è stata la redazione di un contratto che sancisse gli impegni reciproci di un progetto artistico. Io ho scelto di scrivere un ipotetico contratto tra un’organizzazione culturale e degli artisti in residenza incaricati di produrre degli interventi di arte pubblica. Dovrei forse vergognarmi un po’ di non averlo mai fatto in tutte le residenze che ho organizzato? Sì, me ne vergogno! E invece, seppure complesso e ricco di numerose sfaccettature, serve tantissimo per tutelare entrambe le parti e per avere chiari gli obiettivi del progetto.

Ecco qui, la mia esperienza con il Node Center. Un’esperienza diversa nelle modalità da quella che ho fatto nella piattaforma Coursera. Ognuna ha dei punti di forza e dei punti di debolezza.
Ho provato a confrontarle ed ecco il risultato:


Per chi non li avesse visti nel precedente articolo, vi scrivo anche qui qualche link dove si possono trovare corsi interessanti in argomenti relativi all'arte, il management culturale e lo sviluppo personale.

http://www.coursera.org (piattaforma MOOC gratuita)
https://goo.gl/tLCeAU (link diretto al corso di fotografia del Moma di New York dentro la piattaforma Coursera)
http://www.nodecenter.net (centro di formazione per studi curatoriali e artistici)
http://www.edx.org/ (piattaforma MOOC fondata dall’Università di Harvard e dal MIT – Massachusetts Institute of Technology)
http://www.futurelearn.com/ (piattaforma privata inglese che raduna le migliori università e istituzioni culturali del Regno Unito e del mondo)
https://www.open2study.com/courses (Australia Open University)
https://goo.gl/AM5ZRG (link diretto al corso di fotografia artistica dell’Australia Open University)
https://platform.europeanmoocs.eu/ (piattaforma multilingue EMMA promossa dall’Unione Europea)
http://ok.unive.it/ (corsi MOOC dell’Università Ca’ Foscari di Venezia)

BUONO STUDIO, BUONA SCOPERTA E SOPRATTUTTO….BUONE VACANZE!
I vostri commenti



Caratteristiche del corsoPiattaforma CourseraNode Center
CostoGratuito148 euro
Durata7 settimane4 settimane (1 lezione settimanale da tre ore)
LinguaIl mio corso era disponibile in inglese e in spagnoloIl mio corso era disponibile solo in inglese, ma tanti corsi del Node Center sono disponibili in spagnolo.
SottotitoliSì, in linguano
Lezione in direttaNo
Possibilità di interagire con il docenteNo
Materiali di studiofruibili online testimonianze video durante il periodo di frequenza.articoli, estratti di saggi e slides scaricabili e/o consultabili dalla piattaforma per sempre.
Esercitazioni
Correzione esercitazioniCorrezione peer to peer (i tuoi colleghi di corso danno il feedback sui tuoi esercizi)Correzione del docente
Confronto con i compagni di corsose ci sono pochi iscritti online potresti non ricevere feedback sugli esercizi. Nel mio caso ho avuto dei feedback sul primo e nessun feedback sul secondo esercizio. Il forum era deserto.in diretta durante la lezione nel forum e nel gruppo facebook.
Certificato di frequenzafornito a pagamentoincluso nel prezzo del corso