Francesca Sassu

23-04-2018
TESTARE UN'IDEA IMPRENDITORIALE - La mia esperienza nell'incubatore Netural

il Team di Casa Netural interpreta la mia idea imprenditoriale!
Oggi mi piacerebbe condividere con voi la mia esperienza a Matera all’interno dell’incubatore di imprese culturali e creative di Casa Netural. Sono diversi mesi che sto lavorando a un progetto imprenditoriale. Sto seguendo anche dei percorsi formativi e consulenziali in merito molto utili e costruttivi, ma sentivo la necessità di un confronto con chi si occupa nello specifico di imprese culturali e creative. Inoltre avevo bisogno di un momento di distacco dalla mia quotidianità che mi servisse a fare chiarezza sulla direzione da prendere e a confrontarmi con altre persone che intraprendono la strada dell’autoimprenditorialità.

Casa Netural è il luogo ideale per questo tipo di situazioni: una casa che ospita e aggrega persone da tutto il mondo in cerca di ispirazione, confronto e concretizzazione delle proprie idee in ambito creativo, culturale e di innovazione sociale.
Al suo interno si trova un co-working, dove professionisti locali e internazionali condividono luoghi di studio e lavoro, un co-living dove vengono ospitate a dormire persone che, anche per lunghi periodi, decidono di stare a Matera per portare avanti i loro progetti in uno spazio condiviso e rigenerarsi, e poi l’incubatore, ovvero uno spazio dove viene offerto aiuto a chi ha la necessità di prototipare un’idea imprenditoriale in cambio di competenze, servizi e attività.

La zona comune del co-living
Il co-working
Il co-working
Per prototipare intendo sperimentare nella pratica un'idea per noi nuova, non buttandoci a capofitto, ma facendo dei piccoli test che ci aiutino a correggere il tiro di volta in volta.

Come si è svolto il percorso di incubazione.
L’incubatore Netural prevede un percorso di tre giorni a tu per tu con Andrea Paoletti, architetto di spazi condivisi, progettista e co-founder di Casa Netural.

L'Incubatore Netural

Il lavoro è suddiviso in mezze giornate per un totale di 8 ore: questa formula è a mio parere azzeccata perché la mezza giornata consente di avere tempo e spazi per riflettere e stare con se stessi. Ci si può perdere tra le meravigliose stradine dei Sassi di Matera o semplicemente stare nella casa, cucinando e ascoltando le storie di altri ospiti provenienti da vari paesi del mondo per seguire sogni, desideri e obiettivi differenti.
Il mio è al contempo un sogno, un desiderio e un obiettivo, e oggi sta diventando un progetto: quello di aprire una residenza artistica permanente in un borgo rurale, che sia anche un punto di riferimento per artisti alla ricerca di formazione extra-accademia nonchè per abitanti, turisti e viaggiatori che vogliono avvicinarsi alla creatività. Questo progetto si integra con la mia attività di consulente e manager culturale per associazioni, imprese, enti pubblici e privati, che per il momento non voglio abbandonare e mi piacerebbe focalizzare sempre di più sulle tematiche che mi stanno più a cuore, come il sostegno alla fase di ricerca, formazione e creazione artistica e la valorizzazione di territori attraverso l’arte. Inoltre, nella mia visione di lungo periodo, mi piacerebbe dedicare uno spazio della mia attività imprenditoriale a una cosa che ancora ho fatto poco: approfondire la connessione tra turismo, arte e creatività.
Ora che vi ho detto a grandi linee il mio progetto professionale, vediamo come questo si è evoluto in Casa Netural.

1° giorno: SI SCIOGLIE UN NODO.
Il primo giorno Andrea Paoletti lo dedica a conoscere me, il mio passato e il mio futuro, le mie ambizioni professionali e personali. Le domande che mi pone sono stimolanti, e fanno emergere molte cose di cui ero già consapevole ma che è bello condividere con una nuova persona, che le ascolta in modi diversi e ti fa sentire di aver acquisito una visione rinnovata del tuo presente.
Io e Andrea Paoletti al termine della prima giornata di incubatore Netural.
La conversazione fa subito emergere un nodo: la necessità di scegliere su cosa concentrarsi in questi giorni di incubatore. L’idea della residenza artistica permanente o la mia professione di consulente?
Si ritorna lì, al nocciolo, a ciò che in certi periodi lascio in disparte, a ciò a cui sistematicamente ritorno. Non posso negare infatti che, oltre alla mia attività di consulenza che mi permette di spaziare e vedere realtà differenti, da tempo sento la necessità di un progetto solido, continuativo e duraturo, nonchè l’esigenza di uno spazio di maggiore decisione, espressione e autonomia. Andrea mi chiede di scegliere, di chiarire dentro di me su cosa focalizzarmi durante queste giornate e mi dà una giornata per riflettere: appuntamento al pomeriggio del giorno seguente.
E’ strana la sensazione che ho di fronte alla sua richiesta: mi è sparita l’ansia, la fretta. Mi sento lucida e sinceramente rilassata: la sensazione che temevo, di rimettere tutto in discussione e di sentirmi inquieta e nervosa non c’è. Mi prendo il pomeriggio libero e vado a visitare Grottole, un piccolo borgo a 30 minuti da Matera dove sta nascendo il progetto
Wonder Grottole.
Questa sensazione di rilassatezza mi accompagna e a tratti mi crea dei rivoli di emozioni che riesco a godermi in pace e silenzio.
Come mai è successo questo? Non so ancora dare una risposta, ma mi piace molto. La notte scende e mi promette un riposo sereno.

2° giorno: SI ENTRA NEL VIVO.
DRIIN! Sveglia presto e mattinata tra i sassi, a pensare e meditare.

I Sassi di Matera in fase di cantiere
Matera e la Murgia
Cosa significa per me il progetto di residenza artistica? Cosa mi deve dare di più e di diverso rispetto a ciò che ho oggi e rispetto a ciò che ho già fatto finora? La risposta è plurima.
I miei pensieri si intersecano tra i vicoli e le case cave di quell’opera di scultura partecipata che è Matera: un posto unico che mi resterà impresso, dove la nitidezza del paesaggio monocromo e chiaro nasconde la profondità e il mistero di case scavate nella pietra e di antiche chiese rupestri.
Tra i vicoli di Matera
E mentre vivo in questa alternanza di luci e ombre, si fa strada dentro di me la sensazione di volermi dedicare a questo progetto e di farlo mio, non solo come consulente esterno. Si è sciolto un nodo, quello dell’attesa, del rimandare, e ora sento di voler scegliere.
L’incontro pomeridiano con Andrea entra subito nel vivo: come funziona il progetto, a chi si rivolge, quali azioni e tempistiche richiede, che tipo di impatto sociale può avere sul territorio, in che modo si distingue o si accomuna ad altri progetti nazionali ed esteri esistenti. Riorganizzo materiali che avevo già impostato e preparato, ma questa volta hanno una finalità e una direzione più mirata. L'appuntamento è per la mattina seguente.

La cena dei residenti
La cena serale con tutti i residenti di casa natural (coworkers, ospiti del co-living e semplici associati) mi dà coraggio. Sentire tante storie di persone che come me hanno deciso di trasformare desideri e ipotesi incerte in progetti concreti. Persone con la voglia di creare, condividere, provare. Persone con vite difficili alle spalle, culture differenti, età diverse e un progetto tutto loro da inventare, talvolta non attinente ai loro studi, ma piuttosto alle loro convinzioni e passioni. E così è facile sentirsi parte di questo gruppo e arricchirsi dal confronto reciproco.

Terzo giorno: DISCESA LIBERA!
L’ultimo giorno di incubatore è volto a mettere le basi per la definizione di un prototipo: ovvero una prima sperimentazione, un primo test in piccolo di quello che sarà il progetto vero e proprio. Non importa se non è tutto come vorrei, se manca qualche tassello o se ci sono dei margini di incertezza: l'importante è fare un passo concreto e sperimentare l'idea nella pratica.
Il co-working
A poco a poco, Andrea mi spinge ad entrare sempre più nel dettaglio degli obiettivi progettuali, del funzionamento pratico della residenza e a fine sessione, mi dà i compiti per casa.
Eh sì, il percorso è finito. Ma mi rendo subito conto che ciò non è affatto vero. Il percorso vero inizia ora, ed è la progettazione del prototipo nel dettaglio, incluso il luogo di svolgimento e la data di inizio. Per questo ho 30 giorni di tempo, prima di risentire Casa Netural via Skype e confrontarmi sugli avanzamenti.
Ho avuto una spinta decisa e chiara ad entrare nel concreto, fare un primo passo oltre la fase di riflessione e progettazione. E se avete già portato avanti delle idee imprenditoriali capirete quanto questo sia importante, specialmente quando partite da soli.

Ed è ora di partire in tutti i sensi: il volo per Cagliari mi aspetta. Dopo una giornata da turista, faccio la mia valigia e saluto le persone che ho conosciuto in questa settimana, dove ho imparato almeno tre cose:
1) non usare la parola MAGARI;
2) non usare la parola SE CAPITA;
3) provare anche se non è tutto perfetto perchè ci sarà sempre qualcosa da migliorare.

Grazie Casa Netural, ci sentiamo fra 30 giorni!
E voi avete delle idee nel cassetto? Provate a esplorare il sito di Casa Netural e prendete in considerazione un soggiorno dedicato ai vostri progetti e desideri personali in ambito lavorativo: non vi pentirete di aver respirato aria di ottimismo e di futuro in una città meravigliosa che, dopo essersi rialzata egregiamente da un'epoca di profonda crisi, ora si sta preparando ad essere, meritatamente, Capitale Europea della Cultura 2019.

Matera e i Sassi



Facce da Casa Netural
Facce da Casa Netural
Facce da Casa Netural
Facce da Casa Netural
Facce da Casa Netural
Facce da Casa Netural
Facce da Casa Netural
La zona comune del co-living
Calendario del Mese
Il co-working
Il co-working
La porta d'ingresso di Casa Netural, a Matera.
La libreria di Casa Netural, fatta con materiali di riciclo e ricca di testi su impresa creativa e innovazione sociale
Una delle zone comuni di Casa Netural
Grottole

I messaggi di saluto degli ospiti di Casa Netural




I vostri commenti
03-05-2018 Giovanna
E' molto interessante vedere come il tuo viaggio fisico oltre Sardegna si sia trasformato anche in un viaggio interiore... il percorso che hai fatto per chiarire dentro di te gli obiettivi e farli diventare progetti ha trovato uno specchio nei percorsi lungo le strade di Matera, nell'allontanamento fisico da casa e dalla dimensione del conosciuto e del consueto. A volte per vedere meglio le cose abbiamo bisogno proprio di questo: prendere un po' le distanze per inquadrarle e osservarle nella giusta proporzione. Dalle tue parole emerge entusiasmo e concretezza, avanti così!
03-05-2018 Francesco
Articolo stupendo scritto benissimo, pieno di ragione e sentimento, ricco di fantastiche foto che raccontano l'ambiente che ti ha aiutato a decidere il tuo futuro . Sono certo che il tuo empowerment sia sulla strada giusta e che in un futuro ormai prossimo ti permetterà di realizzare i tuoi sogni, i tuoi obiettivi e soprattutto il tuo progetto. Vai Fra... passa all'azione e raggiungi ciò che meriti. Che la forza sia con te!
03-05-2018 Francesca Sassu
Grazie babbo!