Francesca Sassu

Festival Leggendo Metropolitano
Curatrice

Per la prima volta a Cagliari i film dell’artista americano Matthew Barney, DE LAMA LAMINA e DRAWING RESTRAINT 9, proposti sempre come eventi esclusivi, saranno proiettati in 35mm presso il Centro Comunale d’arte e cultura Ex Vetreria, giovedì 5 e venerdì 6 novembre 2009 durante il festival letterario LEGGENDO METROPOLITANO, della sezione dedicata alle arti visive dal titolo “Arte e Trasformazione” a cura di Francesca Sassu e Giacomo Pisano.
DRAWING RESTRAINT 9
(USA/JAP, 2005, 35mm, 135min)
di
MATTHEW BARNEY
con Björk e Matthew Barney, musica composta da Björk
Al largo della baia di Nagasaki, sulla baleniera giapponese Nisshin Maru – unica nave/fabbrica attualmente operante al mondo –, si celebra un matrimonio di tradizione scintoista tra l’artista statunitense e la musicista/attrice islandese. Una immensa scultura in vaselina liquida, nelle sue trasformazioni, funge da raccordo con la vicenda dei due protagonisti. Una teatralità onnipresente, i nuclei tematici elaborati nelle differenti sequenze, la sofisticata scenografia, l’assenza dei dialoghi, la musica composta ed eseguita da Björk conferiscono al film lo statuto di opera totale. Una pellicola senza dialogo, visionaria, un mondo rarefatto in cui fotografia e musica disegnano immagini ispirate alla cultura giapponese. Due protagonisti e quattro tappe rituali: il trasporto, il lavaggio-vestizione, il tè, la mutilazione. Il mutare di una forma in cerca di una definizione, un’enorme enigmatica scultura di vaselina su una baleniera giapponese, un lavoro sulla destrutturazione e ricostruzione di un corpo.
DE LAMA LAMINA
(USA/BRASIL, 2004, 35mm, musica di Arto Linsday, 56min)
di
MATTHEW BARNEY
DE LAMA LAMINA Il film/documentario è stato girato durante le celebrazioni del Carnevale di Salvador de Bahia ed esplora le viscere della mitologia afrobrasiliana. Focalizzato su un immenso carro per disboscare le foreste che avanza tra un corteo in balìa di personaggi emblematici, il lavoro, che fa perno sulle divinità della religione politeistica Candomble, pone l’accento sulla deforestazione sotto forma di allegoria. Sull’albero sradicato in cima al carro si arrampica una donna: è un omaggio alla ecoattivista Julia Butterfly Hill, che ha vissuto per due anni sulle sequoie californiane che gli americani chiamano “Redwood”, per preservarle, ed allo stesso tempo simbolo di Ossaim, signore della foresta e protettore delle piante. Ai piedi del tronco, un uomo infangato, ricoperto di bulbi e radici, giace tra le ruote masturbandosi contro l’alberomotore del carro e lubrificandolo: è la personificazione di Ogun, dio della guerra, che con una lama di ferro si fece strada tra gli alberi della foresta per raggiungere la civiltà. A completare la scena, il musicista Arto Lindsay, newyorchese di origine brasiliana, si esibisce su un carro retrostante alla guida di una processione di percussionisti, le cui vibrazioni fanno da contrappunto musicale alla densa scenografia del carro animato di Barney. Un passo oltre Cremaster, all’interno di una narrazione che, questa volta, si aggroviglia in tempo reale per le strade di Salvador. (Irina Zucca Alessandrelli)
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