Francesca Sassu

10-10-2017
IL RICONOSCIMENTO DELLE IMPRESE CULTURALI - tra sconfitte e traguardi

Gli studi sull'economia della cultura, sostengono che l'impresa culturale sia un'organizzazione con caratteristiche peculiari che la distinguono da altre tipologie di impresa in quanto persegue delle finalità pubbliche e le sue attività e prodotti apportano benefici all'intera società (quelle che in economia si chiamano "esternalità positive").
Da questi e altri presupposti, nasce l'idea secondo la quale sia necessario agevolare questa tipologia di impresa con specifiche misure di sostegno e incentivi e, anche sul piano politico, qualcosa si è mosso negli ultimi anni in Italia.

Per ciò che concerne il nostro quadro legislativo, risale solo al mese scorso l’approvazione alla Camera della proposta di legge per il riconoscimento delle imprese culturali e creative, la cui elaborazione prende avvio nel 2013: una proposta che è dovuta scendere a molti compromessi e rinunciare a parti consistenti del testo originario.

Vediamo quali sono?

In primis, nella proposta, si parlava di start-up culturali e creative, con l’intento di introdurre nell'ordinamento italiano questa nuova tipologia di start-up con relative agevolazioni e incentivi: tuttavia questa denominazione non è passata alla Camera e con essa neanche la gran parte delle relative agevolazioni e incentivi hanno superato positivamente il vaglio della Commissione Bilancio.

Per esempio non è stato approvato l’articolo che impegnava tutte le Soprintendenze italiane a individuare “uno o più locali, dislocati in modo omogeneo all’interno del territorio nazionale, utilizzabili gratuitamente da parte delle start-up culturali”.

Altro articolo che non è andato avanti è quello relativo al credito d’imposta: la proposta introduceva un credito d’imposta del 65% , aumentabile al 75%, per spese relative a tecnologia, comunicazione web e piattaforme di crowdfunding. Anche questo è stato soppresso.

Infine, sono stati soppressi tutti gli articoli che incentivavano la creazione di campagne di comunicazione statali volte a far conoscere le piattaforme di crowdfunding portate avanti in favore dei beni culturali, sia dalle istituzioni che dalle start-up culturali.
Per questi motivi dal termine “Misure Incentivanti per le start-up culturali”, presente nel disegno di legge, si è passato al termine più generico “Disciplina e Promozione delle Imprese Culturali e Creative”.

Vi chiederete: ma cosa è rimasto della proposta originaria?
Il testo approvato alla Camera, che ricordo è al momento al vaglio del Senato dal 26 settembre 2017 e potrebbe subire ulteriori modifiche, mantiene intatto l’articolo relativo ai requisiti di riconoscibilità di un’impresa culturale, dove sono elencate tutte le caratteristiche che un’impresa deve avere per essere definita culturale o creativa. In sostanza, si vuole scrivere nero su bianco che le imprese culturali esistono e si vogliono mettere dei paletti per la loro definizione.

Ma, qualora il Senato approvasse il testo trasmesso dalla Camera, quali vantaggi porterebbe questa legge e questo riconoscimento?
Allo stato attuale, la proposta conserva unicamente le agevolazioni relative alla concessione degli spazi demaniali, ovvero la possibilità, riservata alle imprese culturali e creative, di avere in concessione beni demaniali dismessi a un canone mensile simbolico di euro 150, ovviamente previo bando pubblico. Per altro tipo di agevolazioni si rimanda ad altre leggi che tutelano tipologie specifiche come quelle del settore cinematografico, ma non ne contemplano delle altre.

Insomma la strada verso un pieno riconoscimento di questa tipologia di impresa è ancora lunga e ci sono anche pareri di giuristi che si interrogano sulla possibilità o meno di dotare l'impresa culturale di una disciplina giuridica a sè stante e autosufficiente.

E voi che rapporto avete con il concetto di "impresa culturale"? Vi intimorisce o vi stimola? E' il vostro pane quotidiano o pensate sia una strada troppo difficile da percorrere? Ritenete che sia giusto sostenerla economicamente o pensate che il sussidio possa ostacolare la creatività e la ricerca di nuovi modelli gestionali sostenibili?
Mi piacerebbe sapere le vostre opinioni, che sicuramente saranno varie perchè molteplici sono i punti di vista da cui osservare la questione.

Alcuni approfondimenti sulla proposta di legge:
Articolo del Sole 24 ore sull’approvazione alla Camera della proposta di legge sulle imprese culturali e creative

Sezione dedicata del sito della Camera dei Deputati

Dossier Camera dei Deputati

Dichiarazione del Ministro Dario Franceschini
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