Francesca Sassu

23-08-2018
VI RACCONTO LA MIA NOCEFRESCA
Oggi vi parlo di un nuovo progetto imprenditoriale, con il quale mi sono posta come primo obiettivo quello di creare un programma stabile di residenze artistiche in Sardegna, attivo lungo tutto l’arco dell’anno.
Non sarà facile! Ma intanto faccio il primo passo: vi parlo del nome, nocefresca, dal quale emergono alcuni elementi generali che saranno alla base dell’attività di questa startup in via di costituzione.

La prima volta che ho assaggiato una noce fresca è stato a Nughedu Santa Vittoria in occasione di una residenza PAS, a cura dell’associazione Progetto Contemporaneo. Nel retro dell’ex convento che ospitava gli artisti, c’è un albero di noci e ne erano cadute un po’ a terra: ne ho raccolta una e sono riuscita ad aprirla con una pietra e naturalmente a mangiarla: che bontà! Ho saputo poi che il nome del paese di Nughedu significa proprio “Noceto” in sardo. E che un’artista, ospite in residenza, aveva disegnato decine e decine di noci su dei fogli, già dai primi giorni di soggiorno.

Ma veniamo agli elementi generali suggeriti dal nome nocefresca, che saranno alla base delle attività che porterò avanti:
-Spazio alla ricerca artistica: la noce, come l'arte e la creatività, è un frutto da cercare. E’ protetta da un guscio, che la protegge nella fase di crescita, ma per gustarla - una volta matura - è necessario aprire l’involucro e sottrarre i vari materiali protettivi.
-Sostegno agli iniziatori: il termine latino “in nuce” parla di qualcosa che sta iniziando, che è nel suo momento di creazione. Questa delicata fase di inizio, quando ogni risultato è incerto, va sostenuta e tutelata a prescindere dal suo esito.
-Nutrimento di idee ed emozioni: la forma del gheriglio della noce richiama quella dei due emisferi del cervello umano, luogo da cui nascono le idee, ma anche le emozioni. Se tagliato a metà, prende la forma del cuore. Si sostiene infatti che la noce sia un frutto molto benefico per il cervello umano e per il cuore. E spero che anche nocefresca sia un buon nutrimento e se è possibile una connessione fra queste due dimensioni.
-Sguardo sul presente: il concetto di freschezza è legato ad una forte attenzione che il progetto avrà verso le dinamiche e i linguaggi della contemporaneità.
- I luoghi: ho scelto un nome italiano perché il progetto è strettamente legato al territorio e chi si avvicinerà al progetto lo farà anche perché vuole recarsi in quest’isola, nel Mare Mediterraneo, in Italia.
-La notte: la pronuncia del nome italiano noce è uguale a quella della parola spagnola “noche”, che significa notte. Questa assonanza mi piace perchè richiama il carattere internazionale del progetto oltre che il momento notturno, caratterizzato per essere meditativo e profondo, spesso scelto per la creazione artistica.

Infine un'ultima curiosità di poco conto...Forse qualcuno avrà notato l’assonanza del nome nocefresca con il mio nome all'anagrafe. E in effetti se aggiungiamo una "a" e poi togliamo la "e" e la "o", diventa l'anagramma di Francesca. Dopo tanto lavoro “per conto di enti e organizzazioni”, ora ci voglio proprio mettere la faccia, o almeno il mio profilo migliore!

Il progetto muove in questi giorni i suoi primi passi pubblici: ho aperto una landing page temporanea (www.nocefresca.it) e sto partendo con un primo TEST esplorativo di cui vi racconterò nel prossimo articolo. Intanto vi invito a seguirne l’evoluzione sulle pagine social dedicate in facebook e instagram o iscrivendovi alla mailing list di riferimento.
Da questi canali, inizierete a conoscere le attività in corso in questo momento e spero mi farete compagnia in questo lungo, ma affascinante percorso!

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